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15 Settembre 2026

Champagne, deroga temporanea: il grado alcolico potrà arrivare al 15%

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di Federvini | in 
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Le conseguenze delle temperature estreme si manifestano anche nella regione dello Champagne. Le autorità francesi hanno concesso una deroga temporanea che consentirà ad alcuni produttori di realizzare Champagne con un grado alcolico fino al 15%, superando il limite normalmente fissato al 13%. Si tratta di una novità storica, determinata dalle particolari condizioni climatiche che hanno caratterizzato la stagione.

La decisione è stata resa nota il 9 settembre 2026 dal Comité Champagne. L'autorizzazione è stata concessa dall'Institut National de l'Origine et de la Qualité (INAO), l'ente pubblico francese che disciplina l'origine e la qualità dei prodotti agricoli, compreso lo Champagne. La deroga è stata introdotta per permettere ai pochi viticoltori che hanno raccolto uve già caratterizzate da un grado alcolico elevato di produrre vini fino al 15%.

Alla base del provvedimento ci sono le ondate di caldo che hanno interessato la Francia. Le temperature estreme hanno accelerato l'accumulo degli zuccheri nelle uve e, di conseguenza, la naturale produzione di alcol. I viticoltori sono stati così costretti ad anticipare in modo eccezionale la raccolta.

Quella del 2026 è stata infatti la vendemmia più precoce mai registrata nella regione dello Champagne. I primi grappoli sono stati raccolti già il 6 agosto, mentre dal 17 agosto la vendemmia è diventata generalizzata. Il calendario è stato anticipato di due settimane rispetto al 2025, quando la raccolta era stata già considerata precoce.

Nonostante le condizioni climatiche e la possibilità di un raccolto più contenuto, le aspettative sulla qualità rimangono elevate. Secondo il Comité Champagne, la vendemmia presenta già tutte le caratteristiche per produrre vini di grande qualità, forse persino eccezionali.

L'innalzamento temporaneo del limite alcolico non dovrebbe comunque riguardare la maggior parte dei produttori. David Chatillon, copresidente del Comité Champagne, ha precisato che la deroga interesserà soltanto un numero limitato di viticoltori. La media registrata dopo la vendemmia è infatti inferiore al 12% e non tutti i produttori della Champagne supereranno tale livello.

La vendemmia anticipata pone però una questione più ampia sul futuro della produzione. La Francia è il secondo produttore mondiale di vino dopo l'Italia e il caldo e la siccità dell'estate hanno accresciuto le preoccupazioni di molti viticoltori sulle conseguenze del cambiamento climatico e sulla capacità del settore di adattarsi.

Secondo Maxime Toubart, anch'egli copresidente del Comité Champagne, quella che oggi viene considerata una vendemmia insolita potrebbe diventare la norma nel giro di dieci o quindici anni. Una prospettiva che, a suo giudizio, dovrebbe indurre il settore a riflettere sullo «Champagne di domani».

Gli effetti delle ondate di caldo hanno portato le autorità francesi a intervenire anche in altri comparti. È stato infatti autorizzato un allentamento temporaneo delle rigide regole previste per la produzione di diversi tipi di formaggio, dopo che le alte temperature hanno danneggiato i pascoli.

Nel caso dello Champagne, la possibilità di raggiungere il 15% di alcol resta una misura temporanea e destinata a una parte limitata dei viticoltori. La deroga rappresenta tuttavia un precedente per un vino normalmente sottoposto a un limite del 13% e arriva nell'anno della vendemmia più anticipata mai registrata nella regione.

Photo Credit: Magnific

Fonte: Barron’s

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