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Battuta d’arresto per la proposta di legge sul vino 100% made in Usa
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Brusco stop per la legge sul vino 100% made in Usa: si potrà continuare a miscelarlo con quello straniero. Il disegno di legge che prevede la denominazione "American" in etichetta per i prodotti ottenuti solo con uve locali è stato accantonato dal Senato della California.
Il disegno di legge AB 1585 (Connolly & Ransom) di cui si discute da gennaio scorso,, nonostante sia stato approvato all’unanimità dall’Assemblea dello Stato della California a fine maggio, alimentando le speranze dei promotori, ha subito un brusco stop in commissione al Senato. Col risultato che la proposta attesa dai viticoltori non troverà spazio per la discussione in questo 2026. L’attuale legislazione prevede un minimo del 75% di materia prima statunitense.
Di fatto, la legge caldeggiata dalla California association of winegrape growers e dalla Family winemakers of California, porterebbe un allineamento del resto del Paese a quanto già accade sul territorio della West coast (da cui proviene oltre l’85% di tutto il vino prodotto negli Stati Uniti) per il termine “California”.
La proposta di legge era stata avanzata da due membri dell’assemblea americana, Damon Connolly e Rhodesia Ransom: trasparenza e chiarezza nei confronti dei consumatori, erano gli obiettivi della nuova norma. Come ha spiegato lo stesso Connolly in una nota stampa, "quando in una bottiglia etichettata come “American” sono presenti vini di scarso valore provenienti dall’estero si va a intaccare la qualità del vino americano".
Fonte: Gambero rosso
