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09 Febbraio 2026

Australia, nuova stretta fiscale sui distillati: l’accisa sale a 107,99 dollari

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di Federvini | in 
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L’imposta australiana sui distillati, già la più elevata al mondo al di fuori della Scandinavia, è tornata ad aumentare lunedì 4 febbraio, raggiungendo i 107,99 dollari per litro di alcol. L’incremento, pari a 2,01 dollari, rappresenta la 78ª revisione al rialzo dell’accisa da quando, nel 1983, il governo guidato da Paul Keating ha introdotto il meccanismo di indicizzazione automatica semestrale all’inflazione.

Il nuovo aumento si inserisce in un quadro fiscale caratterizzato da evidenti asimmetrie. Nello stesso periodo, infatti, l’imposta sulla birra alla spina non verrà adeguata per la seconda volta su quattro, in virtù del congelamento biennale deciso dal governo laburista e avviato nell’agosto 2025. Una scelta che, secondo i rappresentanti del settore dei distillati, contribuisce ad ampliare il divario tra le diverse categorie di bevande alcoliche.

A sottolinearlo è il direttore esecutivo di Spirits & Cocktails Australia, secondo cui l’attuale struttura fiscale comporta che circa 32 dollari del prezzo finale di una bottiglia standard da 700 millilitri di gin o whisky siano costituiti da imposte versate direttamente allo Stato. «I distillati sono tassati più della birra e del vino, e l’accisa aumenta ogni sei mesi», ha osservato Steven Fanner (executive director di Spirits & Cocktails Australia) evidenziando come questo segmento rappresenti una componente in crescita dell’offerta di pub, club e piccoli bar. Un mercato che, ha aggiunto, attrae una platea ampia e diversificata, in particolare donne e giovani adulti.

Le associazioni dell’industria dei distillati stanno sollecitando i deputati a sostenere un emendamento che estenda la misura anche ai distillati serviti alla spina. Secondo Fanner, una simile estensione permetterebbe a un numero maggiore di consumatori di beneficiare di una misura pensata per alleviare il costo della vita.

Una valutazione condivisa da Mick Gibb, amministratore delegato della Night Time Industries Association, che riconosce i progressi compiuti dai governi statali nel rilancio delle economie notturne, ma segnala come l’elevata tassazione sui distillati continui a gravare sia sui consumatori sia sui gestori dei locali. Da un lato, l’aumento dei prezzi di cocktail e drink miscelati rischia di trasformare le uscite serali in un lusso; dall’altro, per i proprietari dei locali, soprattutto dei piccoli bar, gli adeguamenti fiscali semestrali rappresentano un onere sempre più difficile da assorbire e pianificare.

Photo credit: Freepik

Source: Drinks Trade

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