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È VIK, nascosta nelle antiche valli cilene la miglior cantina al mondo per 50 Best
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La competizione tra le aziende vinicole non passa più solo dai punteggi dei critici, il prestigio storico e le annate leggendarie. Lo prova la nuova lista delle Migliori 50 cantine al mondo dei 50 Best. Al vertice infatti è salita una cantina nascosta nelle profondità delle valli del Cile che ha raggiunto l'obiettivo grazie a un mix tra qualità dell'offerta vinicola e intensità dell'esperienza immersiva offerta nella tenuta. Architettura, arte, ospitalità, paesaggi naturali e filosofia del terroir si intrecciano in una narrativa del lusso completamente nuova.
La cantina si chiama VIK ed è stata nominata "Miglior vigneto del mondo" per il 2025 da World’s 50 Best Vineyards, diventando la prima azienda vinicola cilena in assoluto a ricevere questo riconoscimento.
Situata su un terreno di 4.300 ettari nella Valle di Millahue, VIK è una delle cantine più singolari al mondo. Coniugando in modo visionario vino, architettura, paesaggio e lusso, la cantina ha sempre posto l’innovazione e la scienza al centro di ogni sua attività. Dopo una ricerca durata due anni per trovare il luogo ideale per la produzione vinicola, Alex e Carrie Vik hanno scelto questo angolo della Valle del Cachapoal nel 2004. Millahue è conosciuta anche come il "luogo d'oro" dalla popolazione indigena Mapuche e la preoccupazione più immediata di Alex e Carrie era come produrre vini di altissima qualità senza disturbare questo ambiente naturale incontaminato. Alla fine hanno collaborato con l'architetto Similjan Radic per creare una cantina all'avanguardia, ma che si fondesse con l'ambiente selvaggio circostante. Questo impegno per l'ambiente si riflette nelle pratiche viticole e nel fatto che la maggior parte dei suoi 4.300 ettari costituisce una riserva naturale per la flora e la fauna autoctone.
Immersa tra i vigneti e con le imponenti Ande a fare da splendida cornice, la cantina è di per sé uno spettacolo da non perdere. Il suo tetto trasparente in tessuto teso è sospeso sopra l'ingresso sotterraneo come un'ala bianca. Gli ospiti si dirigono verso la cantina lungo una passerella centrale, affiancata su entrambi i lati da uno specchio d'acqua e da un'installazione scultorea. All'interno della cantina, scendono ai livelli inferiori e alla sala degustazione, anch'essa ricca di opere d'arte contemporanea. I visitatori sono inoltre invitati a soggiornare nella proprietà. Questo rifugio in cima alla collina vanta 22 suite, esperienze culinarie superlative e una vasta gamma di attività per chi desidera uscire e muoversi o magari semplicemente rilassarsi e ammirare il panorama. I più avventurosi possono scegliere di fare un giro a cavallo o in bicicletta tra i vigneti, mentre per chi preferisce restare sul posto sono disponibili corsi di cucina e di yoga.
Nella lista dei migliori 50, dominata dal Sudamerica, un solo nome italiano, al 18° posto la piemontese Ceretto. Vigneti nel cuore delle Langhe, sui quali è affacciato l'Acino, suggestiva struttura in vetro ormai diventata simbolo della proprietà.
