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title: "Libri: presentato a Firenze \"Wine Marketing\""
date: 2018-04-10
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# Libri: presentato a Firenze "Wine Marketing"

![Libri: presentato a Firenze \"Wine Marketing\"](https://www.federvini.it/images/k2/7b17ec9e1ac0efe68976696eb1e50b37.jpg)

Un panorama intenso, e in continuo movimento, appare dal libro **"Wine Marketing - Scenari, mercati internazionali e competitività del vino italiano"**, edizione 2018, a cura di **Nomisma Wine Monitor** e con il supporto di Business Strategies (con i contributi di produttori e manager come Lamberto Frescobaldi, ad della Marchesi Frescobaldi, Matteo Lunelli, a capo del Gruppo Lunelli ed Ettore Nicoletto, ad Santa Margherita Gruppo Vinicolo), presentato all'Accademia dei Georgofili, a Firenze, un libro, alla sua terza edizione, che ripercorre 10 anni di mercato vinicolo internazionale, focalizzandosi in particolare sulla domanda.

 Non è facile tracciare una radiografia del mercato globale del vino. Anche perché gli equilibri sono lenti a virare, ma mastodontici, e i tre grandi Paesi importatori dei vini italiani (Usa, Uk, Germania) fanno molto più rumore in piccole percentuali di spostamento dei consumi, rispetto alle roboanti cifre che arrivano dal polo asiatico.** **Una decade in cui, per esempio, è crollato l'export di sfuso (-15%) e cresciuto quello dell'imbottigliato, con l'Italia che esporta 459 milioni di bottiglie in più rispetto a 10 anni fa, con una crescita del +69% a valore. Una performance di tutto rispetto, superiore a quanto messo a segno dai vini francesi nello stesso periodo (+33%) ma meno di quelli neozelandesi (+160%), pur partendo da basi, ovviamene, diverse.

 Solo alcuni dei tanti fenomeni, di tendenza ma anche concreti, che hanno cambiato, e stanno cambiando, i consumi di vino nel mondo: la premiumization, le incognite dell'effetto Brexit, i cambiamenti nella gestione dei monopoli canadesi, le performance dei vini rosé negli Stati Uniti, il nuovo approccio alla sostenibilità del Systembolaget svedese, per fare degli esempi. E dove molto, moltissimo, si è guardato all'Asia, i cui numeri hanno fatto furore, mentre intorno, con meno clamore, cambiava anche il resto del mondo.

 Secondo **Denis Pantini**, "in 10 anni i consumi di vino in Cina sono cresciuti sensibilmente, e infatti in una classifica generale il tasso di crescita per il decennio 2007/2017 è del +165,8%". "Le forti potenzialità di crescita per il mercato cinese derivano da consumi di vino ancora ridotti e soprattutto concentrati solo in alcune fasce della popolazione, con maggiori capacità di spesa e risiedenti nelle aree urbane delle città più popolose - ha dichiarato **Silvana Ballotta**, ceo di Business Strategies - nei prossimi cinque anni infatti, secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, il reddito medio pro-capite in Cina dovrebbe aumentare del 50%, con più di 6 cinesi su 10 concentrati nelle aree urbane. Ed è proprio alla luce di questi fattori di scenario che ci hanno convinto una volta di più, nell'obiettivo di supportare le imprese italiane del vino a cogliere tali opportunità, ad essere presenti direttamente su questo mercato con una nostra Wine Academy", ha concluso Ballotta.

 **Ma, come detto, anche i grandi mercati storici del vino italiano sono cambiati, con crescite o cali più lenti, ma ancor più importanti, vista la base di partenza. Nel decennio, continua Pantini, si è visto "un +20,8% in Usa, -7,1% Germania e -9,0% in Uk. I vini fermi si sono assestati generalmente con un -25,4%, mentre gli spumanti sono cresciuti del 24% (volumi). **Le tendenze importanti da considerare sono la crescita del +10% annuo della Cina, e il 33% della Russia. Da sottolineare invece un arresto di Uk a causa della Brexit, ed inoltre della Germania. Usa ancora leader nel settore delle importazioni del vino mondiale, con 5,2 miliardi di euro nel 2017, la Cina mette a segno 2,46 miliardi di euro, raggiungendo praticamente la Germania che è ferma a 2,49. La Francia è prima nelle esportazioni, l'Italia è seconda ma con ampio distacco. Infatti i cugini d'Oltralpe mettono a segno 9 miliardi di euro di esportazioni, mentre l'Italia segue con 5,9 miliardi. A caratterizzarsi per il fattore crescita è il nuovo mondo con Nuova Zelanda in testa. In questo panorama generale è molto importante capire le tipologie vinicole e la loro articolazione nel mercato.

 Infatti, **nel vasto panorama vinicolo italiano, si caratterizzano gli spumanti** che influiscono per il 23% su tutto il comparto, rispetto al 10% di 10 anni fa: questo comporta che a livello globale 4 bottiglie su 10 di spumanti sono italiane. Inoltre L'Italia è leader mondiale nell'export del vino bianco. La maggior criticità del comparto vitivinicolo italiano è rappresentata dal posizionamento di prezzo. Infatti, a livello globale, siamo dietro alla Nuova Zelanda, che primeggia con 4,93 euro/litro per i bianchi fermi e 7,71 per i rossi in bottiglia. Per il Belpaese, i bianchi fermi esportati sono di 2,8 euro al litro (contro i 4,69 della Francia), i rossi a 4,37 euro al litro (contro i 5,36 della Francia). Significativo, in 10 anni - conclude Pantini - è il fenomeno Prosecco che ha fatto un sensazionale +160% a livello globale e con picchi eccezionali, come il +600% in Uk e un +418% negli Usa".
