Dall'estero

Il governo svedese ha appena pubblicato i risultati di un'indagine sulle vendite dirette di alcolici in azienda, A metà novembre 2020, il governo aveva accettato di lanciare una terza valutazione sulle cosiddette "farm sales" di alcolici al di fuori del monopolio statale. I produttori svedesi di birra, vino e liquori potrebbero dunque vendere direttamente i loro prodotti ai consumatori nei locali di produzione o affiliati.

L'obiettivo dell'indagine era verificare se queste vendite in fattoria di bevande possono essere introdotte, pur garantendo il monopolio di Systembolaget. L'Inchiesta conclude che il regime deve garantire che le vendite in azienda avvengano in misura limitata e non compromettano la politica restrittiva della Svezia in materia di alcol.

Sono previste quindi alcune restrizioni, ad esempio che la vendita avvenga nell'ambito di una visita, quindi in concomitanza con una visita di studio a pagamento o una conferenza associata al prodotto in questione nel suo sito di produzione. Altre restrizioni riguardano i limiti delle vendite. Le vendite al singolo cliente non dovrebbero superare 0,7 litri di alcolici, 3 litri di vino, 3 litri di altre bevande fermentate e 3 litri di birra forte.

Negativo il commento del Ceev (Comité Européen des Entreprises Vins). Nonostante le "restrizioni" proposte nell'Inchiesta per cercare di rendere il regime di queste vendite conforme al diritto comunitario, esse restano una barriera al commercio, perché discriminatorie per i produttori non svedesi. In questo quadro, la posizione del Ceev rimane invariata e continuerà ad opporsi all'adozione di tale regime.

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