Dall'estero

Entro l’anno sarà sugli scaffali il primo whisky nord-coreano. Lo annuncia The Drink Business in base a rumors che giungono dalla Cina. In effetti le bottiglie sono già disponibili e, nell’etichettatura, sembrano replicare una nota marca occidentale.

L’azienda produttrice si chiama Samilpo, dal nome del lago accanto al quale sorge la distilleria, nel Sud-Est del paese. Pare che saranno in vendita tre versioni: 40% ABV (black label), 42% ABV (red label) e 45% ABV, quest’ultima non ancora lanciata. Le bottiglie verranno vendute nei negozi di Pyongyang al controvalore di 15 dollari.

Il paese sembra essersi risolto a una produzione autarchica anche per sopperire agli effetti delle pesanti sanzioni imposte dai paesi occidentali, che comprendono le vendite di alcolici. Molti sono stati i tentativi di introdurre gli spirits illegalmente: nel febbraio scorso la dogana olandese ha sequestrato 90mila bottiglie di vodka nascoste in una nave cinese.

Per promuovere il nuovo whisky il direttore della distilleria avrebbe sostenuto le sue qualità benefiche per la salute: “il nostro whisky contiene 15 tipi di aminoacidi - avrebbe detto - ed è in grado di ridurre gli effetti collaterali dell’abuso di alcol”. 

Oltre al whisky in Corea del Nord ora si produce anche birra, utilizzando frumento al posto dell’orzo.

Il leader del paese Kim Jong-un apprezza l’alcol, il vino in particolare. Secondo alcuni gossip, addirittura, in una serata Kim avrebbe bevuto 10 bottiglie di Bordeaux. 

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