Vino: Federvini, su Ocm ne' decreto ne' bandi, e' latitanza

"Va rimossa discriminazione a danno delle imprese italiane" (ANSA) - ROMA, 18 SET - ''Manca il decreto sull'Ocm vino, mancano i bandi, mancano le decisioni sulle graduatorie dal 2016. Sulla promozione del vino italiano all'estero il governo si mostra latitante". Lo afferma, in una nota, Federvini, nel lamentare che "nel 2017 il Ministero delle Politiche Agricole non ha messo l'Italia in condizione di utilizzare piu' di 100 milioni di euro di risorse europee destinate alla promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi A fronte, invece, di una perfetta organizzazione di Francia e Spagna che hanno aggiunto, agli investimenti delle loro aziende, i soldi di Bruxelles".

I fondi previsti dall'OCM (organizzazione comune di mercato) per l'Italia, nel 2017, per le diverse misure di intervento, ruotano intorno ai 337 milioni di euro. Quelli dedicati specificamente alla promozione, precisa ancora Ferdervini, sono poco piu' di 101 milioni: di questi il 30% per le iniziative nazionali, il 70% per le iniziative regionali. I fondi si attivano se vi e' un investimento almeno equivalente da parte delle imprese.

La Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini dichiara di "raccogliere cosi' il senso di frustrazione delle imprese italiane che si vedono limitate nel confronto con i concorrenti gia' pronti per una campagna d'inverno nei paesi extra Ue che si annuncia per loro molto positiva I nostri produttori di vino, invece, sono da due anni nell'acquitrino della burocrazia e dei ricorsi. Federvini chiede la rimozione immediata di questa discriminazione operata dalle Autorita' italiane a danno delle imprese italiane".(ANSA).

 

VINO, I CONSUMI PREMIANO LA QUALITA' PIU' DEL

CENSIS-FEDERVINI Vino, i consumi premiano la qualità più del prezzo PESCARA Metà della popolazione italiana beve vino, coni consumi totali sostanzialmente invariati dal 1983 a oggi. Nelle regioni del Nord in particolare quelle del Nord Est, e del Centro ci sono più elevati livelli di consumo, rispetto a quelle del Meridione e in maggior misura a quelle insulari. In questo contesto la novità più rilevante è la diminuzione dei grandi consumatori. Secondo il Rapporto Censis, presentato ieri in occasione dell'assemblea annuale Federvini a Roma, coloro che dichiarano di consumare oltre mezzo litro al giorno sono passati dal 7,4% nel 1983 al 2,3% ne12016. Il tema della qualità sembra governare anche il tema della spesa dei prodotti vitivinicoli. Negli ultimi tre anni, spiegano i curatori del rapporto, «abbiamo assistito a una inversione di tendenza parametrata alla spesa alimentare complessiva: nel biennio 2013-15 l'esborso complessivo degli italiani per il vino ha avuto una crescita del 9% contro lo 0,5% del settore alimentare, (+18 volte). È oltre il 93% dei consumatori a indicare come criterio prevalente di scelta e acquisto del vino la sua qualità rispetto al prezzo». Il quadro «è sicuramente favorevole ma si deve fare di più e meglio» conclude Sandro Boscaini, presidente Federvini. «Sarebbe oltremodo sbagliato adeguarsi alla logica del low cost. Dobbiamo stare ben lontani dal ricorrere alla leva del prezzo, per puntare ai valori immateriali del vino come la cultura e la valorizzazione del territorio. Altri snodi imprescindibili sono il valore della produzione e l'export che possono essere implementati attraverso un modello imprenditoriale e di comunicazione più adeguati a un mondo globalizzato e interconnesso».

 

 

FEDERVINI: UN BRINDISI AL 2016 ED AL CENTENARIO, NONOSTANTE LA BUROCRAZIA

(www.enopress.it). Si è svolta oggi l’Assemblea Generale di Federvini durante la quale è stato presentato l’andamento registrato nel 2016, il rapporto realizzato da Censis per Federvini sui consumi in Italia e sono state rinnovate le cariche della Federazione. Un anno positivo nonostante un contesto internazionale complicato ed una serie di leggi e provvedimenti sulla carta utili al comparto ma con tempi di adozione rallentati.

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Come sta il vino italiano: chi e quanto si beve, quanto vende | Lo studio del Censis

Campione dell’economia e dell’export nazionale, il vino italiano se la passa bene. Non solo è un elemento di rigenerazione dei territori e si porta dietro un indotto favoloso ma sta ritrovand appeal anche fra i Millennials, i giovani fra i 18 e i 34 anni che lo consumano in modo consapevole e orientato alla qualità. D’altronde il 93,2% dei consumatori indica come criterio prevalente di scelta e acquisto di una bottiglia proprio la sua qualità rispetto al prezzo: in particolare il 52,3% sceglie sempre in base a questo elemento. Sono solo alcuni numeri dell’ultima fotografia sulla situazione dell’industria del vino in Italia scattata dal Censis nel rapporto Il valore economico e sociale del settore del vino e dei suoi protagonisti presentato oggi a Roma all’assemblea annuale di Federvini alle scuderie di Palazzo Altieri.
 
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