Buongusto

Le bollicine Mionetto tra le opere d'arte di Fabrica

Siglato il sodalizio tra design e gusto all'inaugurazione della mostra "Shifting Perspective" di Venezia. Come vere e proprie opere d'arte le bottiglie Mionetto si sono inserite alla perfezione tra le creazioni di Fabrica, l'area Design del Centro di Ricerca sulla Comunicazione del Gruppo Benetton, esposte nella Mostra Shifting Perspective inaugurata a Venezia il 26 agosto nell'ambito degli eventi collaterali alla XII Biennale di Architettura.

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In vino veritas grazie al Qr code

Vino e barcode. Invece del sommelier per scegliere cosa bere basterà interfacciarsi col codice presente sull'etichetta.
Attraverso un semplice click col telefonino la simbologia Data Matrix permette di conoscere tutte le caratteristiche organolettiche del vino acquistato, indipendentemente che si tratti dello scaffale del supermercato piuttosto che delle cantina più raffinata.

La tracciabilità è garantita, dal momento che le informazioni riguardano tutti gli aspetti legati alla produzione, dal vitigno alla storia del produttore fino ad arrivare ai cibi che si abbinano a una determinata bottiglia. Tra i contenuti anche format multimediali, come videoclip in cui i sommelier descrivono le qualità del vino scelto.

Il primato dell’iniziativa spetta alla regione Emilia Romagna. “Il Qr code – afferma Filippo Pozzi assessore provinciale all'Agricoltura - è un veicolo pubblicitario notevole che unisce tradizione e innovazione”.
A integrare la tecnologia Qr code è stata l’azienda Tenuta La Ratta di Bacedasco, che in questi giorni ha presentato l'innovazione nella sede della Provincia di Piacenza.

 

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A Mosca arte nelle ex industrie

Arrampicato sulla scala, scalpello in mano, un muratore gratta i mattoni rossi a uno a uno: e pian piano il muro acquista il look inconfondibile delle aree industriali rimesse a nuovo, vecchie ciminiere e design ultramoderno, formula vincente nei distretti creativi di New York o Helsinki, Londra o Berlino. Siamo a Mosca, però: le zone industriali occupano un quinto della città, immenso patrimonio che si schiude man mano che il comune trasferisce la produzione fuori porta.

Ma l'era post industriale qui è giovane, le aree dismesse di cui il mondo della cultura si impadronisce per dare sfogo alla creatività sono realtà recenti, isole che la città ancora non sa bene come accogliere. «Nascono in luoghi che ormai erano non-luoghi, spazi fuori dal tempo – dice Serghey Nikitin, professore universitario di Architettura e storia di Mosca – fabbriche sprofondate in una città per cui non avevano più alcuna importanza, relitti di un'altra epoca».

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